SI FA PRESENTE CHE QUESTO BLOG NON VUOLE ESSERE UNA CRITICA FRA UN OSPEDALE E L’ALTRO, MA UNA GUIDA AD UNA PATOLOGIA RARA CHE NON DEVE ESSERE MEDICATA CON IL METODO DI UN ULCERA DA PIEDE DIABETICO O UN ULCERA VENOSA. ANCHE PER LA VALUTAZIONE  DELL’INVALIDITA’ NON DEVE ESSERE LA MEDESIMA.

Nell’ Ottobre del 1986, dopo un incidente in motorino che mi ha causato un trauna cranico facciale, dopo un operazione al setto nasale, ebbi una Tromboflebite profonda all’arto inferiore sx. Dopo la guarigione, mi recai all’ospedale di Vicenza, specializzato in malattie vascolari ove, mi riscontrarono un deficit di antitrombina III ereditaria, riscontrata anche a mio padre, una sorella, mio nipote ed ora anche a mio figlio. Nell’Agosto del 1999, durante un giro in auto, per motivi lavorativi, la sera notai che l’arto inferiore sx era dolorante e gonfio. Recatomi al pronto soccorso, mi riscontrarono un’altra tromboflebite alla safena e incominciai l’assunzione di anticoagulanti ( Warfarin ) a vita. Nell’estate del 2004, durante una grigliata con gli amici, uccisi una zanzara mentre mi pungeva all’altezza del malleolo della gamba sx, la stessa delle tromboflebiti. Inizialmente non successe nulla ma, dopo un paio di giorni, notai che il buchetto che mi aveva fatto la zanzara era arrossato e aperto. Recatomi dal mio dottore di base, gli spiegai l’accaduto e lui mi inviò al pronto soccorso, il quale immediatamente mi mandò in dermatologia e li, mi riscontrarono una piccola ulceretta. Disinfettato, mi applicarono la Connettivina e una volta fasciato mi rinviarono a casa. Il giorno seguente accusai grossi dolori e, controllata la ferita mi accorsi che mi aveva fatto infezzione e che il buco era più largo, visto ciò, mi recai nuovamente al pronto soccorso che di nuovo mi inviò in dermatologia. Rimedicato, con lavaggio della ferita e Connettivina, mi rimandarono a casa e si raccomandarono di medicarmi giornalmente e di applicarci la Connettivina. Stà di fatto, che dopo alcuni giorni, il buco si era allargato a 1cm arrivando a una profondità che toccai l’osso. Preoccupato mi recai dal mio medico di base il quale mi consigliò di farmi vedere nell’altro ospedale di Treviso, il ” San Camillo” e di farmi vedere dal dott. Mladovan, responsabile del reparto di Angiologia, che ritenne il caso di un mio urgente ricovero presso il suo reparto, prestando le cure del caso. Fu li, che mi riscontrò una allergia alla Connettivina ma anche l’inizio del mio calvario. Una volta guarito, grazie anche ad un farmaco che, secondo me era miracoloso, il Catrix che da qualche anno non è più reperibile in Italia, si può dire che l’ulcera, ormai cronicizzata, si riapre ogni tanto e dopo le cure adeguate con ricoveri quindicinali e cure domiciliari che durano anche sei mesi e oltre, il tutto si rimarginava. E’ da Giugno 2010 che mi si è aperta di nuovo ma, al contrario delle altre volte, non si rimargina, continua a fare infezzione o necrosi, ha avuto due ricoveri e, il San Camillo, i prodotti che mi si applicano continuano a farmi reazioni. Ora sono passato alle cure dell’ospedale Ca’Foncello reparto di dermatologia, sotto le cure della Dott. Diva Simonetto, la quale mi ha medicato con Hidrogel più Farmactive e garza grassa il tutto avvolto dal ” gambaletto “, un leggiero strato di fasciatura di gesso ma, hai me, si continua a formare infezzioni, ha sotto la pianta del piede una vena inspessita che si è gonfiata e  fa un male cane. L’ulcera continua incessantemente a bruciare nonostante che assumo antidolorifici ( Contramal, il Coefferelgan non mi faceva niente ), l’ulcera è del diamerto di 3,5 cm, insomma, un vero e proprio calvario. ( vedi foto )

Il giorno 15/03/2012, dopo che l’ulcera si era infettata e non se ne veniva a capo, il primario che mi ha in cura, ha deciso per un ricovero. Il tampone della piaga, rilevava la presenza di: P. Aeruginosa (+++), Morganella Morganii (+++) ( vedi Vikipedia ).

Si è deciso di provare ad applicare alla ferita i V.A.C. (http://www.kci-medical.it/IT-ITA/labasiscientifichedellaterapia) e riscontrammo subito un miglioramento.

Uno dei problemi più grossi è dovuto a una mia intolleranza al cerotto che, mi irrita la pelle creandomi delle vesciche molto pruriginose, le quali, una volta scoppiate mi maceravano la pelle. Abbiamo adottato di infrapporre, fra le due serie di terapie vacum, tre giorni con Pasta di Hoffman, Flubason intorno, Rifocin e garza grassa sulla ferita. Dimesso il 26/03/2012, ho proseguito la cura con un nuovo apparato, il PICO,http://wound.smith-nephew.com/it/node.asp?NodeId=4303 ), un V.A.C. molto minuscolo ( Vedi foto ) e portatile e oggi, 24/04/2012 la ferita è chiusa.

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15/06/2012

L’ulcera è regredita, dopo aver provato a chiuderla definitivamente applicando con sistema di sterelità, del GRAFTYGEN EPIDERMIS ( Vedi: http://www.aiuc.it/upload/documenti/9/49/_ITAL_ESTR_VULNO_175.pdf ),

la ferita si è allargata di nuovo e sono tornati i dolori, che sia stato un effetto di intolleranza al prodotto o che il clima è divenuto più caldo questo non lo so.

Ora mi hanno ricollegato il V.A.C. e lunedì 18/06/2012 mi ricontrolleranno l’esito e speriamo in bene, intanto noto che nella veschetta di raccolta vi stà abbastanza liquidi, speriamo che si ripulisca e rincominci a chiudersi. Risultato molto deludente, l’ulcera si è riaperta totalmente, ma in questi tre giorni il dolore è diminuito molto, addì 26/06/2012 la ferita risulta essere così:

Comunque verificando lo stato anteriore di questa ulcera una settimana fa, l’ulcera anche se ingrandita, risulta più pulita ( ha meno fibrina )

Ricopiato da Wikipedia:

La fibrina è una proteina utilizzata nella coagulazione del sangue. È una proteina fibrillare che è polimerizzata per formare una “maglia” (insieme con le piastrine) sopra il luogo della ferita.

La fibrina deriva dal fibrinogeno, una proteina plasmatica sintetizzata dal fegato. Nel processo della coagulazione si attiva la trombina responsabile della conversione del fibrinogeno in fibrina. La fibrina è allora trasversalmente collegata dal fattore XIII per formare un grumo.

Ruolo nella malattia [modifica]

L’eccessiva generazione di fibrina per via dell’attivazione della coagulazione porta alla trombosi, mentre una sua eventuale scarsa presenza porterebbe alla formazione di emorragia.

Come potete osservare, l’ulcera è molto pulita proseguendo la cura con Rifocin e garza grassa. Domani ho una visita in ospedale e vediamo quali sono le loro considerazioni. Come speravo, l’ulcera è risultata molto pulita, anche se come ampiezza si è ingrandita ( 4×4 Cm ), pertanto hanno deciso di provare un nuovo PICO. Venerdì 29/06/2012, è arrivato appositamente il rappresentante che mi ha portato questo nuovo pico per provarlo sulla mia ulcera. Esso si presenta come un V.A.C., di dimensioni ridotte, con batteria ricaricabile, presenta anche una rinnovata tastiera con tasto accensione, terapia continua o alternata, regolazione di pressione a due ( 125 – 75 mmHg ) elliminatore momentaneo di segnalatore acustico di errore, ha led ostruzzione, perdita del sottovuoto, elliminazione temporanea avviso acustico, pressione d’aspirazione, terapia continua o alternata e 7 led per la durata della terapia; Anch’esso, ha una durata di una settimana, ogni led indica le 24 ore di uso e quanti restano di terapia. Sul retro è presente la vaschetta di recupero liquidi, pertanto è come un vero V.A.C.

 http://vacvia.com/

Lunedì vado per essere controllato e vediamo come ha reagito l’ulcera in questi tre giorni di terapia. I dolori sono fortissimi tanto che dopo aver preso ben 4 pastiglie di Voltaren, ho deciso di spegnere la macchina, giovedì vedremo come va che vogliono ricontrollarmi.

Bene, invece di farmi migliorare, l’ulcera è diventata di 7×8 Cm, si sono stupiti tutti, anche il rappresentante ha fotografato l’ulcera e chiederà ingiro se a qualche altra persona è mai accaduto questo.

Ora lunedì ho un’altra visita e vediamo come va.

Mi hanno rimesso il Pico, che mi aveva ristretto la ferita, ho appuntamento per giovedì ma, quello che mi preoccupa, è il forte odore nauseabondo di putrefazione che emana la ferita, lo si sente anche a 50 Cm di distanza. Ho chiesto di farmi fare una visita ortopedica e una TAC per capire cosa ci sia sotto e perché il piede è bloccato e se posso recuperarlo. Purtroppo però non posso riprendere il lavoro e sicuramente dovrò rinunciare al posto di lavoro.

L’ulcera risulta essere peggiorata sotto il punto di vista che è sprofondata e fa molto male, anche se intorno risulti molto meglio, ora, visto che era tanto iritata a causa del collante del cerotto che io sono allergico, mi hanno messo: Rifocin + garza grassa sull’ulcera e Flubason + pasta di H. intorno per l’irritazione, lunedì, torno per riapplicare il Pico

14/07/2012. Oggi ho fatto la medicazione di prima mattina per vedere la situazione nell’arto a riposo, come si può notare, nella zona centrale, si vede una zona bianca che, mi hanno detto, si tratta di nuovo tessuto che stà riformandosi, a quanto vedo il Pico sta facendo il suo dovere, la ferita, pur sprofondata, è molto rossa, segnale che non è sofferente o infetta e il fatto che si rigeneri del tessuto nuovo, è segno che stà tentando di rigenerarsi positivamente. Attorno alla parte bianca, soprattutto veso l’alto, c’è una parte rossa acesa che è la parte dolorante. Essa è intoccabile, appena appoggio la garza per pulirla, sono dolori allucinanti, sembra un ustione appena fatta moltiplicata per cento volte. Poco più in fuori, vi è una parte rossa più smorta, ed è a superfice e due o tre punti neri, ma so che questi spariscono con l’applicazione del pico. Lunedì mi farò ben spiegare com’è la ferita.

Effettuando una misurazione dell’ulcera noto che si è ristretta molto misurando attualmente 5×4 Cm contro i 8×7 Cm della volta scorsa e lo si nota anche visibilmente.

Misurazione effettuata alle ore 05:27 am prima della medicazione.

Bene, confermato anche dai medici, la misurazione è di 4,5×4 Cm, ora abbiamo rimesso il Pico e Giovedì o Venerdì, quando finisce il suo ciclo, vediamo come va, intanto i dolori proseguono ma meno forti. Oggi 22/07/2012, Dopo due giorni, la ferita si presenta molto pulita, sempre nelle dimensioni ultime 5×4 Cm, in attesa che matedì mi visitino e decidano sul daffarsi.

La visita ortopedica ce l’ho fissata per il 30/07/2012, vediamo cosa mi diranno per quanto riguarda la mobilità del piede e sicuramente anche dell’unlcera.

Ieri 24/07/2012, sono andato in ospedale a medicarmi ma, con mia delusione ho altre tre ulcerette, una lato opposto del piede quasi in corrispondenza dell’ulcera primaria,

appena sotto a quest’ultima, dove c’era la vena ingrossata sotto la pianta del piede e a lato piede, si sono formate le altre du che mi preoccupano di più.

Comunque l’ulcera primaria non da cenno di miglioramento e nemmeno peggiora, questo è da una parte un buon segno.

Sono tornato alla visita di controllo, nessun cambiamento, l’ulcera su presenta con le estremità rigonfie e un po dolenti, le ulcere sotto la pianta e a lato del piede sono scomparse ma, quela opposta alla primaria persiste. Hanno deciso di farmi un gambaletto, hanno messo un assorbente di nuova generazione sulla ferita e poi mi hanno messo del gesso sottile lungo la gamba inferiore e il piede, mi rivedranno il venerdì.

Ieri mi è successo una cosa strana, ero disteso sul letto quando, ad un tratto, mi sono saltate le gambe e il piede bloccato ha fatto crack e mi ha dato una fitta. Ora riesco a piegarlo in giù completamente e a camminare meglio e senza dolori. Che si era formata una cartilagine che mi aveva bloccato l’osso e ora si è rotta e riesco a muoverlo solo per giù? Domani ho la visita di controllo e chiederò spiegazioni, loro sicuramente potranno ipotizzare cosa mi era e cosa mi è accaduto.

Oggi 06/08/2012, mi hanno levato il gambaletto e con mio rammarico l’ulcera è ingrandita e infetta, mi hanno fatto un tampone che ho portato al CUP, e ritiro referto fra una settimana.

Il giorno 09/08/2012 ho da eseguire la risonanza magnetica al piede e 10/08/2012 mi rivedono l’ulcera, nel frattempo Rifocin e garza grassa!!!.

Mi hanno rifatto il gambaletto con Idrogel e Garza Grassa e lo devo tenere per 15 gg ma ho dubbi, intanto ho ritirato il referto del tampone e risulta Pseudo.aeruginosa

Questo che segue, è l’ecografia fatta prima del ricovero dall’ULSS9 di Treviso ( Borgo Cavalli )

Dopo la visita del 20/08/2012 che mi ha trovato stabile con l’ulcera e mi ha riproposto le cura con Idrogel+Frmactiv e gambaletto,

oggi 22/08/2012, ho ritirato l’esito della Risonanza Magnetica e, con mio grande stupore ho riscontrato la relativa diagnosi:

Facendomi pensare di valutare in altra sede più specifico il caso.

Oggi 27/08/2012 sono andato per medicarmi ma ho trovato un vero e proprio disastro

In compenso, ho fatto vedere la Risonanza Magnetica del piede e secondo i medici, c’era qualcosa di strano, ma il primario ha detto che era perché è da tanto tempo che tengo una postura non regolare, ma di chiedere all’ortopedico conferma di ciò. Secondo il mio parere, che i medici non hanno ancora capito, il prblema è che nel 2005, con la prima ulcera, è stata talmente forte l’infezzione che mi ha modificato, facendomi sprofondare il tallone, la mia postura e in seguito, mi sono venuti i versamenti, ma come al solito, il problema viene sottovalutato.

Ora mi hanno rifatto il gambaletto e sotto mi hanno medicato con il Condres sulla ferita, intorno pasta + Flubason, poi sopra vi hanno posto l’idrogel. appuntamento fra una settimana.

Ho eseguito visita di controllo ma niente da fare, l’ulcera è tale e quale, mi hanno fatto impacco si Acido Acetico, Pasta con Flubason e Condress con Idrogel e gambaletto ( ho letto sulla confezione che contiene Zinco )

Sarò rivisto fra una settimana.

10/09/12, ho fatto la visita di controllo ma, niente di buono, stessa terapia della volta scorsa ma niente di nuovo.

Ora, visto che non ho ottenuto alcun risultato, ho contattato l’ospedale di Campobasso e mi farò vedere li.

!7/09/2012, mi sono recato alla visita di controllo e ho visto, con mio stupore e quello dei medici, che l’ulcera stà molto bene, non è sprofondata la a livello della cute, non necrotica e presenta gia delle isole. Abbiamo valutato l’opportunità di poter riprendere il lavoro.

11/10/2012 l’ulcera non è ancora guarita, continuo con la solita medicazione ( Flubason e pasta di hofman intorno, Condress e h2o gel sulla ferita e gambaletto).

23/10/2012 L’ulcera continua ad essere nelle medesime condizioni, si continua con la sopracitata medicazione

29/10/2012 Ho effettuato la visita ortopedica, riscontrato che l’articolazione del pede, non ha più cartilagine e quindi è bloccato, si preferisce non intervenire chirurgicamente ma, è preferibile indossare un plantare.

06/11/2012 L’ulcera è peggiorata, si presenta sprofondata e necrotica, pulita con Acido Acetico, disinfettata e pulita con strofinamento di garza, mi è stata medicata con Acqua Gel garza grassa, garza con disinfettante e gambaletto. Non capiscono perché diventi necrotica, eseguito nuovo tampone e risultato fra 20 giorni.

Ho forti dolori che sembra che l’osso si rompa, il Voltaren non fa molto e ho deciso di cambiare e cercare una clinica più specializzata.

12/12/12: Fino ad oggi non ho scritto, poichè non vi sono importanti novità per quanto riguarda l’ulcera, vengo medicato con antibiotico BBK8, Condress e il solito gambaletto, mi hano sostituito la crema allo zinco con la cotonina poiché mi dava reazioni allergiche. Un’ulteriore peggioramento è invece risultato dal RX del piede, ordinatomi dall’ortopedico ed è un sottigliamento ampio dell’osso, il che non mi predice niente di buono. Ora vedrò cosa mi dicono alla visita di controllo

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20/02/2012 Ieri mi sono recato a fare un paio di visite, la prima antalgica dove mi hanno prescritto il Targin 5mg  2cmp x2 al dì, la seconda quella di controllo e medicazione dell’ulcera. Quest’ultima è peggiorata, è sprofondata di nuovo e necrotica.

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Come si può notare la ferita è sprofondata, allungata e necrotica. Tutto questo mi ha fatto decidere di recarmi a Campobasso per un controllo più tecnico nella speranza di risolvere il mio problema che si protrae per ormai 2 anni e mezzo. L’appuntamento è per il 27 c.m.

Mi sono recato all’ospedale di Campobasso per sottopormi alla visita nel centro di chirurgia vascolare, li, la dttoresa che mi ha visitato, mi ha riscontrato una infezzione all’ulcera, ha eseguito un tampone  consigliato di sottopormi a terapia antibiotica mirata endovenosa da fare in sede ospedaliera e un controllo cardiologico per verificare che non c siano complicazioni cardiache al mio prolasso.

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Ieri,05/03/2013, mi sono recato all’ospedale di Treviso, li ho parlato con la dottoressa che mi segue, cosa mi avevano detto in ospedale a Campobasso ma, con mio immenso stupore, mi riferiva che erano tutte dicerie e che la mia ferita non era infetta in modo così importante ma che al massimo avrei potuto avere dei batteri comunemente di un ulcera di questo tipo, poi mi ha messo per 15 minuti acido acetico e poi una medicazione con Idrocel e successivamente medicarmi fra tre giorni con duoderm, rimandandomi a casa fra atroci dolori e nulla di fatto. Nel pomeriggio ho avuto la risposta del tampone e risulto positivo a Enterococcus faecalis e Staphylococcus aureus tanto che mi hanno prescritto del Zyvoxid 600mg x 2 al dì per 10 giorni in endovena da farsi in ospedale.

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Ho contattato il San Camillo di Treviso che mi aveva in cura precedentemente, dandomi appuntamento per Lunedì 11 c.m. per valutare il ricovero.

* A volte bisogna essere umili, ammettendo di non essere in grado o di non essere sufficentemente informati sulla patologia che ricordiamo, è valutata come malattia rara, mettere da parte il proprio orgoglio di medico e accettare i consigli di altri medici più informati. Mi spiace che la dottoressa abbia sottovalutato questa patologia e non preso in considerazione la lettera del centro di Chirurgia vascolare di Campobasso, facendomi optare, data la gravità del fatto, nel rivolgermi ad un altro ospedale, abbandonando così definitivamente la Dermatologia del Ca’Foncello.*

Ho effettuato la medicazione come consigliato dalla dottoressa, ho potuto notare che il versameno dei liquidi sono di color nero/verdastro, maleodoranti e la ferita misura 5x4cm con uno sprofondamento di circa 6mm. La gamba dallpaltezza di metà polpaccio fino a 3/4 del piede è arrossata e fortemente dolorante il che, mi fa presupporre a una forte infezzione e con probabilità stà andando in circolo.

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Ieri, 20/03/2013, la dottoressa mi ha medicato ma, visto l’ulcera come è sprofondata e ingrandita, ha capito che ho una infezione molto forte ed ha voluto che gli mandassi l’esito del tampone per vedere sul daffarsi, intanto mi ha medicato con BBK8 e dramigel poi vedremo. Intanto per un evventuale riconero devo aspettare dopo Pasqua.

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Ieri, 03/04/2013, ho avuto l’esito del tampone e, con mio grande stupore, vidi che l’esito era negativo, non vi era preseza di batteri, la ferita si stava risolevando. Abbiamo dedotto un ipotesi, che il gambaletto m’infetta la ferita e che bisogna medicarla ogni giorno affinchè resti pulita. Ora vedrò se in settimana, quando effettuo la medicazione procede bene.

Il giorno 23/04/2013 , rcatomi per la solita medicazione al Ca’Foncello, il primario ha deciso di rifarmi il gambaletto. Il giorno seguente, ho accusato fortissimi dolori, tanto che ho dovuto tagliare il gambaletto, riscontrando dei solchi sulla stessa, la ferita molto scura. Mi sono recato il giorno 26, al controllo che avevo accordato con uno dei dottori del reparto che mi ha voluto controllare, constatando che il gambaletto, mi aveva bloccato la circolazione arrecandomi i dolori e il peggioramento. Tornato a casa, sono stato contattato dal San Camillo, fissandomi un ricovero ( Il IV dalla riapertura dell’ulcera ) per il giorno 29/04/2013.

Sono stato ricoverato per 20gg ed ho avuto un netto miglioramento della ferita. Appena entrato m è stato eseguito, oltre ai soliti esami del sangue ed elettrocardiogramma, il tampone alla ferita con esito di Stafilococchi coagulasi negativa e trattato con Teicoplanina ( Targosid ) e ciclo di Alprostar per la rivascolarizzazione. Nei primi tre giorni, mi è stata eseguita medicazione con Iruxol per elliminare lo strato di fibrina che si era formata anche una pulizia con pinze chirurgiche, poi mi sono stati applicati i crotti.

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L’applicazione di questi mi hanno aiutato alla formazione della pelle e la produzione di Isole ( spazzi interni alla ferita per la creazione di pelle ).

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Ecco, come vedete l’ulcera risulta molto pulita, intorno i primi ceni di pelle nuova e un miglioramento che a dir per me al 200% dopo anni.

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Ora proseguo a casa a medicarmi con Acqua ossigenata per 10min., detersione con soluzione fisiologica e applicazione di Bioneet Start pomata ( Acido ialuronico e collagene ), molto simile alla connettivina ma privo di quei componenti che mi davano positività all’allergia e quindi ben tollerata.

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Per me e un traguardo molto importante che vedo una guarigione molto imminente dopo ormai tre anni dall’apertura di questa ulcera.

04/06/2013, oggi l’ulcera è di dimensioni inferiori dal giorno del ricovero, sta lentamente chiudendosi formando della pelle nuova ai bordi, anche il dangue della ferita sulla garza appare di un rosso rosaceo e non presenta bordature verdastre che è segno d’infezzione. Spero che per il prossimo mese si chiuda.

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L’esito dopo 15gg di medicazioni eseguite da me, e notevole:

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Fino ad oggi non ero riuscito ad ottenere un esito così evidente, ora si sa che la ferita c’impiegherà un po più di tempo ma, l’esito non si farà attendere.

DSCN1456 Addì 16/06/2013

Oggi, 24/06/2013, l’ulcera si presenta ancora più chiusa e priva d’infezzione, ha sudorazione debole e dolori nulli. Fra dualche giorno farò una nuova visita di controllo e vedremo il daffarsi.

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Oggi, 16/07/13 ormai siamo prossimi alla guarigione, come potete notare, qui di seguito, vedete che la ferita misura 10mmX5mm. Dato che nel frattempo la crema che adoperavo la Bionect star non era reperibile, ho adoperato la Vulnamin, con esiti molto positivi.DSCN1576DSCN1577

08/08/2013 La mia ulcera è guarita grazie alla cura del San Camillo, che poi era la stessa consigliata dall’ospedale cardarelli di Campobasso.

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Ora vedremo per quanto tempo resterà chiusa ma sicuramente saprò di recarmi al San Camillo o el Cardarelli.

Spero che questa mio Blog, sia di utilità a coloro che soffrono di questo male e che possano trovare un suggerimento utile alla loro guarigione ma, soprattutto sia un consiglio a quei medici che sottovalutano questa patologia ( Malattia rara cod. esenzione RDG020 ) e tutti coloro che dicono che noi affetti da tale patologia, non abbiamo diritto a punteggi d’invalidità alti come qui a Treviso.

Treviso, 08/08/2013 Tartaglia Giuseppe